Parte l’adozione della tomba Annesi-Piacentini


Tratto da: del 15 gen 2005, Numero 33 – Gen. 2005

di Corrado Placidi

Pubblico nel mio blog questo articolo di Corrado Placidi del 2005 relativo ad un recupero della Tomba Annesi Piacentini che la renda agibile per le visite guidate. Ma che cosa ne è stato di questo progetto? Forse la ragione del mancato compimento del progetto è da ricercarsi in questo link.

Scoperta intatta nel 1965 costituisce una delle maggiori testimonianze etrusche nel territorio di Trevignano. Molti suoi reperti oggi sono esposti al Museo Civico. Oggi l’associazione Tre per Tre in accordo con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale lancia un progetto per renderla fruibile al pubblico…

Duemilaseicento anni fa morirono a Trevignano, in date differenti e mi auguro in modo non drammatico, sei persone legate da rapporti di parentela. Le stesse, inumate nella tomba ipogea che il capofamiglia aveva realizzato in località Olivetello, vennero ritrovate in circostanze fortuite nell’agosto del 1965. Lo scavo effettuato dalla Soprintendenza, in una zona interessata da intenso fervore costruttivo, mise in luce, oltre ad altre tombe a fossa, un sepolcro di maggiore entità denominato, dal proprietario del fondo dove era stato rinvenuto, Annesi Piacentini.

Trevignano, località Olivetello, La tomba Annesi-Picentini

La speculazione edilizia, senza volere, aiuta qualche volta l’archeologia. Il sepolcro e le tombe a fossa, ora non più visitabili perché ricoperte di terra dopo il recupero del corredo e completata la documentazione grafica e fotografica, sono in un lotto, parzialmente recintato, soggetto a vincolo ministeriale. La petitepromenade archéologique, il piccolo percorso pedonale progettato fra le tombe, oggetto nel 1982 anche di un parere favorevole della commissione edilizia, è svanito nel nulla come i sogni che scompaiono alle prime luci dell’alba. L’Annesi Piacentini è la prima tomba a camerari-scoperta intatta e “l’unica che conserva integra la sua struttura originaria, a differenza delle altre tombe, ormai disgregate a causa della precarietà della roccia tufacea”.Un dromos, lungo corridoio di ingresso di quindici metri, precede due camere coassiali con “banchine, scolpite a forma di letti funebri con piedi lavorati a rilievo, imitanti i modelli reali in metallo; su di esse giacevano” le sei persone del nostro racconto. La felice particolarità del rinvenimento di una tomba non violata, in luoghi dove molto si è scavato anche in modo non lecito, ha permesso il ritrovamento del ricco corredo, costituito di duecentotrenta reperti, “sparso ovunque sui letti, ai piedi del defunto, sul pavimento delle camere” edappeso, su chiodi di ferro, alle pareti. Il monumento, visitabile fino a qualche anno fa con il permesso della Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale, non è agibile attualmente. Le condizioni del dromos, parzialmente occluso da scaglie e frammenti di tufo staccatisi dalle pareti, e della copertura sovrastante le due camere, interessata da infiltrazioni di umidità per insufficiente drenaggio delle acque piovane, ne impediscono l’accesso. Tutto questo é cosa nota agli esperti e cultori della materia.Dove è quindi la notizia? La buona novella consiste nel fatto che l’associazione culturale ed ambientale “TRE per TRE”, con il consenso della Soprintendenza e l’assenso del Comune di Trevignano, ha redatto nell’anno 2004, utilizzando le competenze tecniche dei suoi soci, un progetto di massima allo scopo di conoscere le opere e gli importi necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità del monumento. Gli elaborati grafici e le voci del computo metrico estimativo hanno permesso di stimare l’intervento di recupero nella cifra di 28.860 euro, compresi progetto esecutivo e direzione lavori, la cartellonistica stradale segnaletica del monumento ed i servizi fotografici di documentazione dei lavori da eseguire. Gli incontri con il direttore della Soprintendenza, Ida Caruso, sono stati utili per individuare dapprima le operazioni possibili per un recupero corretto della tomba e poi per una conferma dell’interesse a ricercare insieme la migliore soluzione. Quello, successivo, con il sindaco Massimo Luciani e gli assessori di riferimento apre la speranza per una soluzione in tempi non biblici. Saranno avviate iniziative, a cura comunale, per il reperimento della somma ipotizzata, primo gradino di un non breve percorso. A questo impegno, per ora solo verbale, seguiranno la ricerca di sponsor locali ed una libera sottoscrizione pubblica, quest’ultima a cura dell’associazione “TRE per TRE”, con il duplice scopo di comunicare l’iniziativa intrapresa alla cittadinanza e di rafforzare i legami con il territorio e il patrimonio archeologico. Insomma un modo semplice e diretto per conoscere le vicende e il tenore di vita delle comunità che hanno abitato, nel passato, questa località. La visione del monumento e del luogo dove è collocato, in alto sulla collina e con vista sul lago, anche se in parte compromessa dallo stretto ed indifferente accerchiamento delle case costruite intorno, sembra il logico e corretto completamento della visitazione del corredo trovato a suo tempo ed ora esposto, in quattro vetrine, nel museo civico di Trevignano. La ripresa delle visite guidate darà, inoltre, impulso alla forma di turismo che il paese può offrire ai suoi ospiti e cioè l’ampliamento delle occasioni di svago e di attrazione rimettendo la cultura e la cura del territorio al posto che loro compete. Una cooperativa di giovani, nel ruolo impegnativo di tutori, potrebbe già operare nella fase di recupero della tomba e, successivamente, dovrebbe assumere il ruolo indispensabile di gestire, con il permesso della Soprintendenza, la manutenzione ordinaria e le visite guidate. Anche questo a dimostrazione che il patrimonio artistico non é solo merce gradita ai collezionisti ed ai direttori dei musei stranieri, ma costituisce, con l’uso che se ne fa, quello che ci distingue da altri paesi chenon hanno la grazia di possedere antiche ed importanti memorie storiche.

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