Trevignano Romano nel quadro del popolamento del territorio veiente-falisco durante il villanoviano evoluto


Un contributo di Cristiano Iaia e Alessandro Mandolesi (“Comunità e territori nel Villanoviano evoluto dell’Etruria meridionale”, in L’alba dell’Etruria. Fenomeni di continuità e trasformazione nei secoli XII-VIII a.C. Ricerche e scavi a cura di Nuccia Negroni Catacchio, Preistoria e Protostoria in Etruria, Atti del Nono Incontro di Studi, Valentano (Vt) – Pitigliano (Gr), 12-14 Settembre 2008)

p. 71:

(…) Vediamo ora in breve quali sono i principali nuclei demografici e centri di potere di questo agro veiente-falisco inteso in senso ampio.
Benché documentato ancora da dati parziali, di notevole rilievo appare il centro di Trevignano Romano, dominante, dal suo sperone lavico, un’ampia porzione della sponda nordorientale del lago di Bracciano; i limitati dati sulle necropoli segnalano l’esistenza di una élite che adotta usi funerari di ispirazione veiente-falisca: specialmente indicative ne sono la “tomba del Guerriero di Rigostano”, recentemente recuperata, di guerriero eminente inumato con scudo in bronzo e armi (inedita ed esposta presso il locale Museo Archeologico: Caruso-Pisu 2002, p. 34), e una ricca sepoltura femminile a cremazione di piena fase I Ferro 2, recuperata agli inizi del Novecento (Stefani 1913). Tutto ciò rivela l’esistenza, nelle campagne a nordovest di Veio, di un grado abbastanza sviluppato di concentrazione di ricchezza e status sociopolitico. (…)

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