Origini del nome Trevignano


Dal volume di Ofelio Maciucchi “Una generazione ricorda…Trevignano Romano, fatti e personaggi – 1960-1980

(…) Molto attivo appare sulla scena politica di Roma, all’epoca della guerra di Veio, un certo Cneo Trebonio (Livio, Ab urbe condita, libro V, 11), un tribuno della plebe, dalla cui “gens” l’antica Sabatia assumerà il nome odierno di Trevignano.

Vari storici sono concordi nel ritenere che nei pressi dell’antica Sabatia o Sabate, divenuta successiamente una acropoli veiente, la famiglia Trebonia fece edificare sopra un fondo di sua proprietà una fastosa villa le cui prime tracce storiche appaiono in età augustea.

Dal nome appartenente a questa potente famiglia romana, Trevignano assumerà la nuova denominazione, così come Vicarello assumerà quello della Gens Aurelia (la Gens Aurelia ebbe nell’imperatore Marco Aurelio il suo massimo esponente).

A sostegno di tale proposizione il Nibby asserisce: “Siccome avvenne ad altre terre antiche, sulle rovine dell’oppidum veiente fu edificata una villa circa i tempi di Augusto, della quale osservai i ruderi costrutti di opera reticolata entro un vicolo, i quali, io credo doversi attribuire ad un Trebonio, onde fundus Trebonianus o villa Treboniana, origine del nome moderno. La medesima tesi è sostenuta dal Tomassetti il quale afferma: “E’ da ritenere che Trevignano venga da un fondo Trebonianus appartenente cioè ad un membro della famiglia Trebonia.

Chi fu la Gens Trebonia?

(…) La Gens Trebonia appare per la prima volta sullo scenario storico di Roma nell’opera di Tito Livio, Ab Urbe Condita, in cui lo scrittore latino narra che nel 488 a.C. un tribuno della plebe di nome Lucio Trebonio promosse una legge mirante a respingere i tentativi dei patrizi che tendevano alla cooptazione di due loro tribuni, Aternio e Tarpezio, in violazione alla costituzione dell’epoca.

Nel 401 a.C. Gneo Trebonio si fa patrocinatore di una legge che dal “nome proprio e della sua famiglia” sarà chiamata “Lex Trebonia”.

Narra ancora lo storico latino che nello stesso anno il focoso tribuno, durante i comizi curiati, lancia violente accuse, come già il suo avo, contro la parte patrizia facendo peraltro fallire alcune manovre tendenti a favorire la elezione dei tribuni di tendenza avversa.

Non si conosce e comunque è difficile dire se la Gens Trebonia abbia origine con la scalata politica di Lucio; è certo, invece, che la investitura di Gneo coincide con il periodo in cui Roma conduce e conclude la decennale guerra contro Veio che segna l’annessione del territorio di quest’ultima, tra cui quello Sabatino, e il predominio romano sull’Etruria meridionale.

Nel 383 a.C. s’affaccia sulla scena politico-militare un altro Trebonio di nome Marco, il quale nell’esercito romano assume il ruolo di tribuno militare con potestà consolari.

Corre l’anno 350 a.C. quando un altro tribuno, Lucio Trebonio Aspro, si fa promotore di un’altra legge in favore dell’ordine plebeo, di cui ormai, da mezzo secolo, la sua Gens ne ha assunto la tutela.

Nel 293 a.C., Tito Trebonio, luogotenente del console Lucio Papirio Cursore, è preposto al comando della cavalleria romana durante la guerra Sannitica, contribuendo alla vittoria e alla conquista di Aquilonia.

Della Gens Trebonia non si hanno altre notizie se non per merito di Cicerone, il quale in uno dei suoi infuocati discorsi pronunciati contro Antonio, in Senato, riferendosi ad un altro Trebonio di nome Tito, vissuto ai suoi tempi, lo definisce “splendido Cavaliere Romano” (Cicerone, Filippica XIII, 10, “splendidus eques romanus Treboni pater”). Questi fu il padre di Gaio Trebonio, indubbiamente il personaggio più rappresentativo della Gens Trebonia, la cui complessa e rapida carriera è costellata di funzioni e di gesta di altissimo significato e strettamente legate alla fortuna e alla morte di Giulio Cesare.

Nel 60 a.C. è nominato Questore e nel 55 è eletto tribuno della plebe, una tradizione propria della sua Gens.

Nel 54 è luogotenente in Gallia e in Britannia. Nel 48 è nominato Praetor Urbanus conquistando la generale fiducia e ammirazione per l’equità e il tatto con cui amministrava la giustizia. Il primo aprile dello stesso anno inizia l’assedio di Marsiglia per incarico di Cesare e nel 47 diventa Governatore della Spagna Ulteriore dopo aver domato l’ammutinamento delle legioni di Pompeo. Nel 46 è nominato da Cesare, Consul suffectus.

Nel 44 è proconsole e successivamente governatorin Asia, ove, nel 43, a Smirne, è ucciso ad opera di Dolabella.

L’atto che calerà come un’ombra sulla personalità di Gaio Trebonio è quello da lui compiuto alle Idi di Marzo del 44 quando si schiererà con i congiurati, anche se non parteciperà con essi alla materiale uccisione di Cesare (Gaio ebbe il compito di trattenere Marco Antonio che accompagnava Cesare, in un’aula accanto a quella in cui, nel contempo, veniva perpetrato l’assassinio).

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