Storia degli studi


di Caterina Pisu

L’interesse degli studiosi per la storia di Trevignano risale al XIX secolo. Nel 1836 l’abate Paolo Bondi pubblica il libro “Memorie storiche sulla città sabazia ora lago Sabatino, sulla origine di Trevignano”, un’opera prolissa ma ricca di dati interessanti in cui l’autore espone le sue argomentazioni sulle antiche origini del paese. Dopo il Bondi, a pochi anni di distanza, nel 1849, viene pubblicato il libro di Antonio Nibby, “Analisi storico, topografica, antiquaria della Carta dei dintorni di Roma”, in cui sono dedicati alcuni cenni all’origine del nome di Trevignano. La questione etimologica è stata trattata anche da Arturo Solari in “Topografia storica dell’Etruria” (Pisa 1915).

Tra il 1909 ed il 1913 il nome di Trevignano Romano compare per la prima volta su in pubblicazioni scientifiche curate da autorevoli studiosi dell’epoca, quali Alessandro Della Seta, allora ispettore del Reale Museo di Villa Giulia a Roma (A. Della Seta, “Altri avanzi di corredi funebri di tombe a fossa del VII secolo scoperti presso Trevignano” in Notizie degli Scavi di Antichità, VIII) Enrico Stefani (E. Stefani, “Buccheri ed altri fittili di corredi funebri appartenenti a tombe antichissime scoperte presso Trevignano sul lago di Bracciano” in Notizie degli Scavi di Antichità, VIII; “Trevignano Romano: antichi sepolcri in via della Macchia, Notizie degli Scavi di Antchità, X) e Luigi Pigorini, fondatore del Museo preistorico-etnografico di Roma che reca il suo nome (L. Pigorini, “Tombe preromane nel Comune di Trevignano Romano”, in Bullettino di Paletnologia Italiana, XXXIX). Nel 1914 Giulio Quirino Giglioli indagò il territorio trevignanese e di quella indagine resta una relazione nell’archivio storico della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.

Nella seconda metà del XX secolo le sempre più numerose scoperte archeologiche avvenute nella zona, rinnovarono l’interesse della comunità scientifica. Gli splendidi corredi funerari delle tombe principesce rinvenute nella zona dell’Olivetello vennero esposti in due mostre di successo: “Arte e civiltà degli Etruschi” e “Nuovi tesori dell’antica Tuscia”: la prima fu organizzata a Vienna, nel 1966 (“Kunst und Kultur der Etrusker, Ausstellung”, Wiwn 1966) e nel 1967 a Torino e a Stoccolma (“Etruskernas Konst och Kultur, Ustallningen”, Sockolm 1967). Il catalogo della mostra conteneva una sezione, curata da Mario Moretti, dedicata alla Tomaba Annesi Piacentini di Trevignano Romano. La seconda mostra fu realizzata a Viterbo nel 1970, nella Sala Regia del Palazzo dei Priori. Il catalogo fu curato da Giovanni Colonna e Mario Moretti vi descrisse i reperti più significativi della Tomba dei Flabelli di Trevignano Romano.

A questi brevi cenni di storia degli studi sul patrimonio archeologico di Trevignano Romano, bisogna aggiungere gli studi compiuti in tempi recenti da Ida Caruso, funzionaria della Soprintendenza archeologica per l’Etruria Meridionale ( I. Caruso, “Recenti scoperte nella necropoli. Il territorio. Trevignano Romano (Roma), loc. Rigostano, in Bollettino di Archeologia 3; I. Caruso, “Trevignano Romano (Roma), loc. Rigostano”, in Studi Etruschi LVIII), da Daniela Rizzo (v. I. Caruso, D. Rizzo, “Trevignano Romano (RM), b) Loc. Olivetello, Studi Etruschi LI), da Gabriella Barbieri (G. Barbieri, “Trevignano Romano (RM), a) Loc. Marco Rosso, Studi Etruschi LI), e dalla sottoscritta (pubblicati integralmente in questo blog). Adriana Emiliozzi, prima ricercatrice dell’Istituto di Studi per la Civiltà Italica e del Mediterraneo Antico – CNR, ha dedicato alcuni studi ai due carri della Tomba dei Flabelli, i cui frammenti sono stati ricostruiti ed esposti nel locale museo civico (A. Emiliozzi, “Trevignano Romano. Museo Civico e area archeologica. Supplemento: i veicoli della tomba dei Flabelli di Trevignano Romano, Comune di Trevignano Romano, 2010).

Alcuni storici locali, infine, hanno dedicato alcuni saggi alla storia del paese, partendo dalle origini più remote: tra questi si citano Lino Grifone (“Trevignano Romano”), Ofelio Maciucchi (Una generazione ricorda…Trevignano Romano: fatti e personaggi. 1960-1980″; “Trevignano Romano. La storia”).

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